Polittico della Presentazione della Vergine

Realizzato intorno al 1514-1515 nasce come un polittico a sei scomparti: nel registro inferiore; San Giovanni ev. , Maria davanti al Sacerdote  nell'atto di porgere un cero, simbolo di purezza, dopo la nascita del bambino Gesù e San Francesco; nel registro superiore Sant' Appollonia, San Giuseppe e il Beato Alberto  carmelitano.

Il polittico ha subito nei secoli numerosi spostamenti, anche se tutti interni alla stessa chiesa.

In seguito al restauro di Luigi Cavanaghi del 1910, la pala d'altare, ormai smembrata, è stata ricomposta e inserita in una cornice moderna.

Ad essa sono stati aggiunti altri due pannelli  raffiguranti San Filippo e San Giacomo  che originariamente formavano,insieme al Cristo Risorto che si conserva ancora oggi nella chiesa della Santissima Annunziata, il cosiddetto “ Trittico del Redentore “.

Nelle figure del polittico della “ Presentazione “ ritroviamo le vibrazioni sottili del colore, la morbida pastosità della pennellata, le assonanze che nascono da un  personale senso del volume e della forma, che è del tutto originale e autonomo,sebbene debba al giorgionismo la sua naturalità.

Che dire inoltre, del fatto che S. Giuseppe si trovi al centro di questo polittico, più in alto e al di sopra di Maria, la madre del Salvatore: lui il più schivo, il più misconosciuto tra i personaggi del Vangelo, lui che, con le braccia aperte ad accogliere la Vergine col gesto dell'amore e della protezione, sembra voler accogliere anche tutti i fedeli che se lo trovano d' innanzi nel raccoglimento.

E' maestoso e insieme paterno questo suo gesto ed al posto del Padre lo volle il Palma che, però, mettendo in primo piano l'immagine del rozzo bastone di legno,  l'ha voluto pastore come Cristo, padre come Dio, lui che era il più umile.

 Forse al Palma, San Giuseppe ricordava i  vecchi, amati e temuti, che incontrava da bambino sulle sue montagne, certamente meno raffinati dei nobili veneziani , ma quanto più alteri e più fieri nell'onestà del loro faticoso lavoro quotidiano.

Polittico del Redentore

Realizzato intorno al 1520-1522 raffigura il Cristo Risorto con San Filippo e San Giacomo.

 Due tavole dell'ordine superiore sono andate perdute ( una potrebbe essere la Santa Monica dell'Accademia Carrara ), ma la tavola centrale con il Redentore e le guardie è, in realtà, solo ciò che rimane dell'originale, dopo lo smembramento ed i tagli subiti durante le opere di sistemazione della chiesa intorno al 1750.

Il San Filippo e San Giacomo andarono a completare l'altro polittico, quello della Presentazione della Vergine, mentre il Redentore fu posto all'interno di un fregio dorato per adattare il quadro all'effetto suggerito dalla nuova architettura del Caniana.

La scelta di collocare il Cristo Risorto sull'altare della chiesa, sicuramente dettata da un'esigenza devozionale, ha portato al taglio dell'opera.

Per ottenere una tavola che avesse la misura adatta per essere inserita nell'altare del '700, è stato necessario accorciare l'opera del Palma, facendo scivolare i due triangoli ritagliati verso l'alto.

In basso infatti si nota che le due teste delle guardie sono state ritagliate e riunite alla figura del Cristo.

 L'altezza di esecuzione delle  teste delle guardie ha, tuttavia, consentito la loro conservazione; particolare risulta  la vivacità di espressione, la perfezione del disegno, l'uso sapiente della cromia veneta sono tali da superare in esecuzione il volto stesso del Cristo.

 Sono solo ipotesi come ricomporre il polittico del Redentore Risorgente. Il Cristo,che risulta un po' tozzo nella figura, doveva essere stato collocato più in alto  di quanto risulti ora. Accostando le tavole una all'altra, si ottiene  la sistemazione prospettica più corretta, eliminando l'impressione di leggera sproporzione del Redentore.