Il Monastero della SS. Trinità fu voluto da Giovan Pietro Tiraboschi (1573-1655), comunemente chiamato “Bombello” dal nome del padre.

Figura importante segnò profondamente la vita sociale, culturale, amministrativa e, anche religiosa del paese. Nato a Serina si trasferì a Venezia in cerca di fortuna. Si narra, che il Bombello avrebbe acquistato insieme con altre persone una nave che era stata posta a pubblico incanto perché data per dispersa, la nave tornò e carica di ogni ben di Dio.

Questo gli permise di realizzare un'ingente ricchezza, parte della quale fu destinata alla comunità serinese: oltre alla costruzione del Monastero, istituì una residenza per i sacerdoti.

L'accordo per l'edificazione del Monastero fu stipulato il 18 luglio 1627, tuttavia, per procedere ai lavori fu necessario ottenere il via libera sia da parte dell’autorità civile centrale, Venezia, concessa dal Serenissimo Principe Francesco Erizzi nel 1635, sia da parte delle autorità pontificie avvenuta nel 1639 per mano del papa Urbano VIII (Maffeo Vincenzo Barberini.)

Il 10 maggio 1643, accompagnata da una fastosa cerimonia alla quale partecipò tutta la popolazione e il clero, fu posata la prima pietra; non conosciamo l'autore del progetto, però sappiamo che l'imponente costruzione costò al Bombello più di quanto egli credeva.

I lavori, durati ben trentadue anni, si conclusero nel 1675; l'inaugurazione avvenne l'anno successivo con l'ingresso delle monache che contribuì ad assegnare il titolo di SS. Trinità mentre la Chiesa fu consacrata nel 1677 dal vescovo di Bergamo Daniele Giustiniani.

Furono nominate le quindici prime “figliuole” che sarebbero entrate al ministro claustrale. E' interessante notare come queste ragazze, che avevano un’età media di diciannove anni, appartenessero alle tre famiglie più rappresentative della comunità'; Carrara, Tiraboschi, Valle.

La vita claustrale procedette fino al 1810, anno in cui fu emanato il decreto di Napoleone che ordinava la soppressione di tutti gli Istituti religiosi.

Il Convento fu messo all'asta e fu acquistato da un Almennese il quale lo cedette ai tre corpi morali di Serina; Comune, Fabbriceria e Congregazione di Carità'.

Intorno al 1830 ne fu concesso l'uso ai frati minori riformati di S. Francesco che vi rimarranno fino al 1876 nonostante una nuova legge di soppressione (1866).

L’1 giugno 1895 fecero il loro ingresso, le Suore dette di Maria Bambina che istituirono un asilo infantile; nel frattempo il Comune aveva adibito il piano terreno a scuola elementare e a sede del proprio ufficio.

Nel 1900 i tre enti morali, proprietari del Monastero, lo cedettero alle Suore di Carità ma, dal 1990 passò definitivamente nelle mani del Comune di Serina.